
Re Carlo compie 76 anni, con un evento pubblico ma senza Camilla (ancora malata)
La regina mancherà anche la prima londinese de Il Gladiatore II di Ridley Scott. I festeggiamenti in famiglia e il ruolo di Harry. Mentre a Londra si dimette l'arcivescovo di Canterbury
Settantaseiesimo compleanno, senza Camilla, l’amore della sua vita, per re Carlo III che giovedì 14 novembre spegne 76 candeline con un evento ufficiale in preparazione a Londra. Ma Camilla, sposata civilmente dopo la tragica morte di Diana, con benedizione alla cappella di San Giorgio a Windsor davanti a Elisabetta II e Filippo, non ci dovrebbe essere. E a proposito della Chiesa Anglicana, a Londra si è dimessa la sua massima autorità (dopo il sovrano) l'Arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, per aver fallito nel prevenire gravi casi di pedofilia del passato.
Camilla non ci sarà neppure mercoledì
sera alla prima londinese de Il Gladiatore II il colossal della leggenda
del cinema Ridley Scott (che arriva nelle sale italiane proprio giovedì
14). La regina era assente già alle celebrazioni per i caduti nel
weekend dove ha brillato la principessa Kate tornata protagonista della
prima fila dei Windsor, con la speranza di tornare operativa a inizio
settimana. Ma se oggi ha fatto una breve comparsa a Clarence House per
onorare il Booker Prize. Ma domani alla prima del film non ci sarà e
difficilmente uscirà per il compleanno del re che ha un anno in più di
Camilla, 77 anni.
«Sto molto meglio ma ho ancora la tosse
– ha detto la regina rispondendo alla domanda sulla sua salute -.
Queste forme prendono tempo poi per tornare in forma». Esattamente una
settimana fa il palazzo aveva annunciato che la regina era malata con
«un’infezione polmonare di stagione». Quanto a Carlo, il viaggio
Oltreoceano per il vertice del Commonwealth sembra anzi aver giovato
alla sua salute. Tanto che i medici gli hanno dato il libera ad altri
viaggi per il 2025.
«Il piccolo è dolcissimo, Filippo e io
ne siamo enormemente fieri. Stento ancora a credere di avere davvero un
bambino tutto mio!» Così mamma Elisabetta, al tempo solo principessa,
scrisse a sua cugina di secondo grado, Lady Mary Cambridge, appena due
settimane dopo la nascita di Carlo il 14 novembre 1948, come ripercorro
nella biografia «Carlo III il cuore e il dovere del re» (Cairo).
Quarantuno salve di cannone furono sparate dalla King’s Troop, Royal
Artillery. Filippo in quelle ore di attesa del parto di Elisabetta era
così nervoso che il suo private secretary Mike Parker decise di
proporgli una partita di squash nel campo sportivo del palazzo. E da lì
il duca di Edimburgo si precipitò da Elisabetta appena ebbe la notizia
della nascita di Carlo. Arrivò ancora vestito per lo sport, con rose e
garofani rossi per la moglie. Prese tra le braccia il bebè e notò che
assomigliava a un plum pudding, un dolce alle prugne. Elisabetta intanto
si stava riprendendo dall’anestesia».
Un anno fa per il 75mo compleanno,
Carlo ricevette una telefonata da Oltreoceano da parte di Harry e Meghan
e parlò anche con i nipoti che gli fecero gli auguri via collegamento
come svelò lo stesso principe Harry.
Un anno fa il re era volato a Dubai per
aprire i lavori della Cop 28, mentre quest’anno non sarà a Baku per il
vertice sul clima. E un anno fa l’annus horribilis dei Windsor con il
doppio ricovero e la doppia operazione per un tumore di Kate e Carlo era
ancora da venire. Ma dopo la prima parte dell’anno che ha destato molta
apprensione dentro e fuori il palazzo, inizia una stagione di new
normal.
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