13 maggio 2026

Al Casello 31, nell’area ex Ajinomoto a Manfredonia, una donna argentina con sangue manfredoniano prova a ricostruire una ferita familiare lunga quasi novant’anni. Una storia di madri e figlie separate, silenzi, dolore e memoria. Il libro potrebbe chiamarsi “Ninetta”.
MANFREDONIA – È arrivata dall’Argentina fino a Manfredonia, con l’amato compagno (“un gigante”) per cercare una verità rimasta sospesa nel tempo. Rosana Di Nardo porta nel cuore una storia familiare dolorosa, tramandata tra ricordi spezzati, silenzi e domande mai risolte. Una storia che affonda le radici nei pressi del Casello 31, nell’area dell’ex Ajinomoto, dove la sua famiglia avrebbe vissuto e lavorato già agli inizi del Novecento.
Rosana è argentina, ma il suo sangue è manfredoniano. Sua madre, Ninetta, nacque a Manfredonia nel 1926 e nel 1936 fu mandata in Argentina, ancora bambina, senza più poter conoscere davvero la verità su sua madre. Le dissero che era morta. Ma non era così.
Secondo il racconto familiare, la nonna di Rosana, Carmela, sarebbe stata allontanata dalle figlie in circostanze mai chiarite, su volontà del padre (suo bisnonno). Rosana sospetta che dietro quella separazione possa esserci stato un episodio grave, forse un incidente o un fatto avvenuto nei pressi del passaggio a livello del Casello 31, tale da rendere necessario l’intervento di un avvocato.
Ed è qui che la vicenda diventa ancora più complessa e dolorosa. Rosana racconta che, secondo quanto tramandato nella sua famiglia, il bisnonno avrebbe “dato” la propria figlia Carmela a un noto e facoltoso
avvocato di Manfredonia, forse come forma di pagamento o accordo. Una ricostruzione che resta tutta da verificare, ma che rappresenta il cuore del mistero che Rosana vuole comprendere.
Perché una donna già sposata, madre di due bambine, sarebbe stata separata dalla propria famiglia? Perché le sue figlie furono allontanate? Perché a Ninetta fu detto che sua madre era morta, quando in realtà era ancora viva?
Domande che Rosana si porta dentro da anni.
“Il dolore di mia madre e di mia nonna è nel mio cuore”, racconta con emozione. Per lei non si tratta soltanto di ricostruire un albero genealogico o di cercare documenti antichi. È un bisogno profondo: dare un nome alla sofferenza, restituire dignità a due donne segnate da decisioni prese da altri, in un’epoca in cui il destino femminile poteva essere piegato da logiche familiari, economiche e sociali.
Rosana vuole onorare la memoria di sua madre e di sua nonna. Vuole capire, per quanto possibile, cosa accadde davvero. E vuole trasformare questa ricerca in un libro, una promessa fatta alla madre prima della morte.
Il titolo, probabilmente, sarà “Ninetta”
13 maggio 2026


“Quella volta che Zeman il primo anno in serie A la vittoria con il foggia contro con la Juve tra il primo e il secondo tempo entra nello spogliatoio eravamo sullo sullo 0 a 0 e dice Ragazzi e finito il riscaldamento ora iniziamo a giocare e tu rimani ma cosa sta dicendo ? queste cose Zeman era predisposto ancora di piu ti questo ti caricava ancora di piu…” e poi il finale con i due punti presi e tre punti messi sulla testa con lo scontro con con Ravanelli | La grande storia di Giuseppe Di Bari | Favole (XV)
Quella donna è un’icona, la Miranda Priestly interpretata da una strepitosa Meryl Streep di un film altrettanto iconico come Il diavolo veste Prada. Direttrice «demoniaca» della prestigiosa rivista di moda Runway, Miranda Priestley è il boss che ogni casa editrice vorrebbe – geniale, efficiente, stimata e soprattutto in grado di orientare i trend – e che nessun sottoposto si sognerebbe di avere. Spietata, sarcastica e prevaricatrice, dava del filo da torcere alle due giovani e ambiziose assistenti Emily e Andy (Emily Blunt e Anne Hathaway): la prima che la venerava, ossessionata dalla moda e disposta a tutto per assecondarla; la seconda intellettuale persuasa che il fashion fosse frivolo e non andasse preso troppo sul serio. Eresia. Favola ironica delle difficoltà del mondo del lavoro per chi è alle prime armi, istantanea del mondo della moda e del jet set, Il diavolo veste Prada è anche una miniera di battute memorabili, tanto che ancora oggi siamo ossessionati dall’esatta sfumatura del colore ceruleo.
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Mamma buongiorno per me sei sempre qui vicino a me ogni giorno ogni momento mi consigli mi vedi non mi fai sbagliare
Mamma tanti tantissimi auguri per la tua grande festa
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posti incantevoli
natura incontaminata
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La prima dice:
“La persona che arriva è la persona giusta”,
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tutte quelle che interagiscono con noi,
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9 maggio 2026
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La sua vita è stata un mix di straordinario successo pubblico
Divenne una star globale negli anni '50, simbolo di sensualità ed eleganza.
Nonostante la fama, la sua ricerca di stabilità affettiva fu complessa e tormentata. È passata alla storia per il celebre augurio cantato "Happy Birthday, Mr. President" per John F. Kennedy nel 1962