Non chiamateli azzurrini. Questi sono azzurri, sono una squadra, hanno
un futuro. Non esageriamo per un successo di fronte al mare di Creta, in
una notte d’estate, ma l’Italia vince ancora, diamine. E contro una
nazionale che non è proprio di sconosciuti, la Grecia al 47 del ranking,
mentre noi siamo virtualmente fuori dalla classifica, tutti o quasi
nuovi, con un cuore grande così che ci fa resistere nell’ultimo quarto
in dieci, dopo aver controllato, dominato, anticipato, verticalizzato.
Pio Esposito, come in Lussemburgo, è il goleador: ancora suo l’1-0,
cinque in nove presenze, come Rivera, se non avesse la vocale finale
chissà che titoli. Bravi tutti, Koleosho che ha lavorato per tre,
Comuzzo una diga, Pisilli dovunque, e quelli che sono entrati man mano,
tranne Reggiani che s’è fatto scappare Douvikas e l’ha messo giù senza
nessun compagno oltre: rosso. Bravo soprattutto Baldini con la sua
meravigliosa follia. Aveva detto che, con questi ragazzi, avrebbe vinto
le due amichevoli, escludendo i “fuori età”, e ha avuto ragione. Con il
gioco sempre offensivo. Con la leggerezza. Una piccola eredità per il
successore, anche se, dopo queste due partite, qualche riflessione sul
ct andrà fatta…
8 giugno 2026
Fonte La gazzetta dello Sport