18 aprile 2026
Massimo Troisi (1953–1994) è stato uno dei più grandi esponenti del cinema e del teatro italiano, capace di rivoluzionare la figura del comico napoletano con un linguaggio fatto di silenzi, esitazioni e una profondità poetica unica.
La svolta arriva nel 1976 con il trio La Smorfia, insieme a Lello Arena ed Enzo Decaro
Il debutto sul grande schermo avviene nel 1981 con Ricomincio da tre, un trionfo di critica e pubblico che ridefinisce la commedia italiana
Affetto fin da giovane da problemi cardiaci, Troisi decide di rimandare un delicato intervento al cuore per completare le riprese de Il Postino. Il film diventa il suo testamento artistico, regalandogli una candidatura postuma all'Oscar come miglior attore. Massimo si spegne nel sonno il 4 giugno 1994 a soli 41 anni, poche ore dopo la fine delle riprese. .Troisi è ricordato come un artista geniale che ha saputo rinnovare la tradizione teatrale napoletana, mantenendo un forte legame con le proprie radici
17 aprile 2026
Oggi è venerdì 17. Si dice si tratti di un giorno sfortunato, soprattutto in Italia dove - da sempre - cabala e superstizione si accompagnano alla cultura popolare. Ma perché proprio la combinazione tra questo numero e questo giorno della settimana hanno portato con il passare dei secoli a questa credenza? Partiamo subito dal fatto che la tradizione del venerdì 17 come giorno sfortunato è tutta italiana. In altri paesi occidentali come Stati Uniti, Finlandia, Regno Unito, infattim, si dice che ad avere la fama di “giorno negativo” sia invece il venerdì 13 a portare sfortuna, dal momento che viene dopo il 12, numero considerato magico perché rappresenta la perfezione: sono 12 i segni zodiacali, 12 gli dei dell’Olimpo, 12 gli apostoli, 12 i mesi ecc. E allora da dove nasce questa differenza?
Bisogna subito precisare che la paura del 17 in Italia è molto radicata, tanto che a bordo di aerei e treni, spesso, non sono presenti sedili che portano come questo numero. Stessa cosa avviene per camere d'albergo e letti d'ospedale: questo “terrore” è stato ribattezzato eptacaidecafobia, che dal greco si può tradurre letteralmente come “fobia per il numero 17”.
Secondo molti, le origini di questa credenza risalgono addirittura all'antica Roma: grazie a un aneddoto legato al numero diciassette tradotto in numeri romani. La cifra, se espressa alla maniera dei centurioni è XVII, ma il suo anagramma forma la parola VIXI. Il significato di questo termine è il passato remoto del verbo vivere, vissi, che potrebbe essere tradotto anche al passato prossimo “ho vissuto”. In altre parole, il significato traslato è “Sono morto”. Ovviamente, la credenza del venerdì diciassette può essere fatta risalire anche sostrato religioso presente nella cultura del nostro Paese. Il 17 dicembre e il 17 febbraio, nella Roma antica, si celebravano rispettivamente i Saturnalia e Quirinalia, feste in onore degli dei Saturno e Quirino, date che successivamente il Cristianesimo avrebbe demonizzato in quanto celebrazioni pagane. Gettando così un'ombra di sventura sui giorni legati alle feste
17 aprile 2026
fonte Wired
Il
venerdì 17 è una superstizione tipicamente italiana, non riscontrabile
altrove ed esistono diversi pregiudizi legati a esso, principalmente
legati alla cultura popolare ed alla superstizione. Una simile
situazione si ritrova nei paesi anglosassoni nei confronti del numero
13.
L'eptacaidecafobia è la paura del numero 17 e si
basa sulla credenza di un giorno pessimo per gli avvenimenti che
potrebbero accadere.
Molte sono le ipotesi, basate su credenze e documenti storici, che portano a considerare tale giorno sfortunato:
una
prima ci porta negli scritti della Genesi dell'Antico Testamento ove
viene riportato che il diluvio universale cominciò il 17 del secondo
mese.
La seconda ipotesi, quella di derivazione più
probabile, parla della superstizione con l'anagramma di "XVII", il
numero 17 nel sistema di numerazione romano, ovvero la parola "VIXI" (in
latino "vissi", equivalente a "sono morto") presente in alcune lapidi
dell'epoca imperiale.
Sempre in epoca romana è
ricollegata la paura del numero 17 grazie all'influenza della battaglia
di Teutoburgo del 9 d.C. combattuta tra i Romani e i Germani di Arminio e
dalla distruzione delle legioni 17, 18 e 19: dopo quella data questi
numeri, ritenuti infausti, non furono più attribuiti a nessuna legione.
Nella
smorfia napoletana il 17 è sinonimo di disgrazia o sfortuna in generale
collegato al venerdì "giorno della morte di Gesù" secondo la credenza
Cattolica.
Al contrario, come spesso accade quando si
parla di credenze popolari, in alcune altre situazioni lo stesso numero
coincidente con il venerdì è rinomato come giorno portafortuna
17 aprile 2026

16 aprile 2026
Se pensi che le parole siano “solo parole”, Leone XIV ti smentisce con eleganza. Le parole, dice, possono ferire, dividere, fomentare odio e guerre. E spesso lo fanno. Basta guardare i social: un commento velenoso, una fake news ben piazzata, un titolo urlato… ed ecco che l’odio dilaga, le fazioni si radicalizzano, la realtà si deforma.
Il Papa non parla solo ai politici o ai giornalisti: parla a tutti noi, perché tutti – in un modo o nell’altro – comunichiamo ogni giorno. E spesso lo facciamo male. Con sarcasmo, con rancore, con l’ansia di avere ragione e non di capire
16 aprile 2026
Oggi
il Santo Padre Leone XIV ha pubblicato il Messaggio per la LIX Giornata
Mondiale della Pace, dal titolo “La pace sia con tutti voi: verso una
pace disarmata e disarmante”.
Un
invito profondo a rifiutare la logica della violenza e della guerra e
ad accogliere una pace disarmata, umile e perseverante, capace di aprire
i cuori, sciogliere i conflitti e generare fiducia e speranza.
Il
Papa ribadisce che la pace non è utopia, ma una realtà da accogliere e
testimoniare ogni giorno; non basta invocarla, bisogna vivere e
incarnare la pace nelle relazioni, nei gesti concreti, nell’attenzione
all’altro.
Il Messaggio ci sfida
a guardare oltre gli schemi della paura e del dominio, per costruire
insieme un mondo più umano, giusto e pacifico
16 aprile 2026

Se ho imparato una lezione da tutto quello che mi è successo, è che non esiste il più grande errore della propria vita. Non esiste il concetto di rovinarsi la vita. La vita, a quanto pare, è una cosa piuttosto resiliente If I've learned one lesson
from all that's happened to me,
it's that there is no such thing as the biggest mistake of your existence.There's no such thing as ruining your life.
Life's a pretty resilient thing,
it turns out 15 aprile 2026 fonte foto Ansa

Non c'è fortuna negli affari, c'è solo determinazionee ancora più determinazione.
15 aprile 2026