
Supponiamo, per esempio, che uno di noi vinca alla lotteria un premio da dieci milioni di euro.
Ebbene,
prima si comprerebbe una casa, ma non una casa in condominio. Lui
infatti direbbe a se stesso "Dopo aver vissuto tutta una vita in
condominio, adesso che sono diventato ricco che faccio? Continuo a
vivere in condominio? Per l'amor di Dio, preferisco vivere da solo".
E
si troverebbe una bella villa, un pò fuori mano, ma con delle mura di
cinta, il più alte possibili per difendersi dai ladri, e un giardino
dove tenere dei bei cani da guardia.
Magari farebbe
installare anche un impianto di sicurezza, uno di quelli dalla sirena
assordante che è solito attivarsi per un nonnulla; potrebbe pensare
addirittura di procurarsi un'arma.
Poi, inizierebbe a guardare con sospetto i suoi conoscenti e a selezionare con più attenzione le amicizie.
Praticamente un inferno.
Questo sarebbe il risultato che potrebbe venir fuori da una fortuna simile. Ovvero, detto con una sola parola: la "solitudine".
A
questo punto non ci accorgeremmo che il nostro cuore, in breve tempo,
inizierebbe a diventare sempre più arido, proprio come una pianta a cui
manca l'acqua.
A Napoli abbiamo un detto " 'O supierchio rompe 'o cupierchio", ovvero, il superfluo rompe il coperchio.
Allora,
non ha senso riempire un recipiente più di quanto riesca a contenere.
Non a caso, infatti, la Fortuna e la Felicità hanno un peso molto
importante nella vita, ma mentre la prima è un regalo del Destino, la
seconda, invece, è più vicina al "merito" e alla virtù.
29 marzo 2025
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