Quando Cartier comprò il suo palazzo di New York barattando una collana di perle
È considerato uno degli scambi immobiliari più incredibili di sempre
Quando si dice un gioiello prezioso come una casa. O qualcosa di simile. Era il 1917 quando Pierre Cartier – nipote del fondatore di Cartier e capo della filiale statunitense della maison – si innamorò di una sfarzosa villa in stile rinascimentale situata all'angolo tra la Fifth Avenue e la 52nd Street, a New York. Ma per lui non si trattava soltanto di una residenza di prestigio nel cuore di Manhattan: era la location perfetta per consacrare il mito di Cartier negli Stati Uniti.
All'epoca, il palazzo apparteneva al magnate delle ferrovie e dei trasporti marittimi Morton Plant e a sua moglie Maisie che, vista la progressiva commercializzazione della Fifth Avenue, desideravano trasferirsi più a nord, in una zona residenziale più tranquilla. Fu allora che la casualità si mescolò al genio commerciale. Durante una visita alla sede provvisoria del marchio, la signora Plant si innamorò infatti di uno straordinario capolavoro di alta gioielleria esposto in vetrina: una collana a due fili composta da 128 perle naturali – 55 il primo e 73 il secondo – che vantava la valutazione stratosferica di circa un milione di dollari. Del resto, all'epoca le perle naturali erano considerate beni rarissimi e di valore inestimabile, persino superiori ai diamanti, e quel gioiello era frutto lunghe ricerche per raccogliere gemme abbinate per colore e dimensione.
Abile negoziatore, Pierre Cartier colse l'opportunità e propose a Morton Plant uno scambio destinato a fare la storia: la collana in cambio della sfarzosa residenza sulla Fifth Avenue. Incredibile, ma i Plant accettarono.
Così dopo un accurato restauro per adattare l'edificio, la storica boutique di Cartier aprì le sue porte ai clienti nell'ottobre del 1917. Ed è così ancora oggi. All'interno delle sale, che conservano il fascino della vecchia residenza aristocratica, la riproduzione di un ritratto di Maisie Plant accoglie i visitatori e riporta la mente a quando tutto iniziò: un tributo silenzioso alla donna che, quasi per sfizio, diede il via a uno dei colpi di mercato più sfacciati, insoliti e riusciti del Novecento
Fonte Repubblica
16 agosto 2026
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