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sabato 14 marzo 2026

Giulio Cesare Idi di Marzo

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                        15 marzo 2026

 Quella di oggi è una data importante per la storia romana. Al 15 marzo del 44 a.C., data conosciuta come “Idi di marzo”, risale infatti l’assassinio di Giulio Cesare.

“Tu quoque, Brute, fili mi!”
(Anche tu, Bruto, figlio mio!)

Facendo riferimento ad alcune fonti storiche, queste sarebbero state (il condizionale è d’obbligo) le parole pronunciate in punto di morte da Cesare, quando riconobbe Marco Giunio Bruto tra i congiurati che gli inflissero ventitré pugnalate.

È necessario però specificare che tale versione dei fatti fu messa in dubbio da Svetonio, secondo il quale Cesare, quel fatidico giorno delle Idi di marzo, emise solo un gemito prima di morire, senza proferire parola.

Secondo Plutarco, Appiano e altri biografi, Bruto era il figlio di Cesare, da recenti studi è però emersa l’impossibilità di un legame figlio-genitore tra i due, in quanto coetanei. Inoltre, alcuni storici affermano che il Bruto a cui Cesare era legato non fosse Marco Giunio Bruto, ma Decimo Giunio Bruto Albino. Un legame così forte da spingere Cesare a iscrivere quest’ultimo nel suo testamento come secondo erede e da assegnargli la Gallia Cisalpina come provincia e il consolato.

La famosa locuzione latina, a prescindere dalla sua veridicità, rappresenta perfettamente il dramma del tradimento e viene in genere utilizzata al fine di esprimere l'amarezza e la delusione che si provano nel momento in cui un
a persona apparentemente fidata agisce senza scrupolo alcuno ai danni di un suo caro.


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