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mercoledì 23 aprile 2025

Socrate

       frasi sulla vita di Socrate  

                            24 aprile 2025 

Socrate nasce ad Atene intorno al 469 a.C., figlio di uno scultore e di un’ostetrica. E già da qui si capisce tutto: col padre ha imparato a scolpire idee, con la madre ad aiutare le menti a “partorire” pensieri.

Non ha lasciato alcun testo scritto: tutto ciò che sappiamo di lui lo dobbiamo ai suoi discepoli, in particolare Platone e Senofonte. Ma anche Aristofane ci ha messo del suo, rappresentandolo come un buffo e stralunato filosofo nei suoi spettacoli comici. Diciamo che Socrate non passava inosservato: brutto come la fame, scalzo, vestito male, passava le giornate nelle piazze a interrogare la gente. Non per sapere le cose, ma per farle venire in dubbio agli altri.

La vita secondo Socrate: un affare serio da prendere con leggerezza

Per Socrate, la vita non era qualcosa da vivere in automatico. No, la vita doveva essere esaminata, discussa, messa in discussione. Celebre è la sua frase: “Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta” (Platone, Apologia di Socrate). Secondo lui, vivere non era solo mangiare, dormire, lavorare e invecchiare: era un continuo interrogarsi su cosa è il bene, la giustizia, la verità, l’anima.

E cosa rendeva degna la vita per Socrate? Non la ricchezza, non la fama, non la bellezza. Bensì la virtù, la saggezza, la coerenza con se stessi. Socrate non cercava risposte facili, ma domande difficili. Credeva che dentro ogni persona ci fosse un’anima da “tirare fuori” e aiutava gli altri a farlo usando il dialogo, un po’ come una levatrice che aiuta a partorire (ecco che torna mamma ostetrica!).

Una vita vissuta fino in fondo: con coraggio e coerenza

Socrate non si è mai venduto al potere. Non si è mai piegato alle convenienze. E non ha mai avuto paura di essere impopolare. Anzi, spesso era proprio fastidioso. Così fastidioso che alla fine l’hanno condannato a morte con l’accusa di corrompere i giovani e non credere negli dei della città.

E lui? Ha bevuto la cicuta senza battere ciglio. Avrebbe potuto salvarsi, fuggire, abiurare. Ma sarebbe stato contro i suoi principi. E lui era uno che viveva come pensava. E pensava che era meglio morire giusti che vivere ingiusti.

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